a cura della Redazione di RadioSchock (emittente del Dipartimento di Salute Mentale)
Mercoledì 30 giugno 2010 alle ore 17 al Teatro Comunale dei Filodrammatici di Piacenza sarà presentato il libro Le 50 interviste ++ “pazz” e... del mondo, a cura dalla Redazione di Radio Schock, emittente del Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl di Piacenza. Alla presentazione, oltre al direttore della Radio Emanuele Guagnini e alla Redazione, interverranno Stefano Mistura, Direttore Sanitario AUSL Piacenza, Rita Nigrelli, Direttrice di Radio Sound Piacenza, Paolo Dosi, Assessore alla Cultura del Comune, Maurizio Parma, Assessore alla Cultura e Vicepresidente della Provincia, Diego Maj, Direttore di Teatro Gioco Vita, Mauro Molinaroli, giornalista e scrittore, e Giovanni Smerieri, editore di RadioShock, direttore dell’U.O. Riabilitazione del Dipartimento di Salute Mentale.
Gli attori della Compagnia teatrale Diurni & Notturni leggeranno alcuni brani del libro.
Tra le interviste contenute nella pubblicazione, ricordiamo quelle al direttore di Libertà Gaetano Rizzuto, al Sindaco di Piacenza Roberto Reggi, al Fondatore di Emergency Gino Strada, agli artisti Elio e le Storie Tese e Antonio Albanese, al cardinale Ersilio Tonini, al calciatore Alex Del Piero, ai politici Matteo Salvini e Giovanna Melandri, senza dimenticare le “interviste impossibili” a Elvis Presley e Toro Seduto, e tante altre.
RadioShock nasce come un progetto riabilitativo per pazienti psichiatrici gravi con una lunga storia di malattia alle spalle. «Il primo obiettivo - spiega la Redazione - è la lotta allo stigma, all’emarginazione. Far conoscere attraverso uno strumento come quello radiofonico la sofferenza profonda causata dal disturbo mentale ci è sembrato un modo per uscire dal nostro ambito tecnico e cercare di vincere paure e pregiudizi che sono la prima causa di emarginazione e solitudine. L’idea è nata ad alcuni operatori dopo un contatto con la già avanzata esperienza di Radio 180, emittente del Dipartimento di Salute Mentale di Mantova. La prima esperienza è stata quella di fare interviste con dei faccia a faccia fra personaggi in vista della città e pazienti-redattori, interviste che abbiamo chiamato “da uomo a uomo”. Gli intervistati rispondono alle identiche domande di carattere molto personale poste in modo stringato e incalzante. Chiude l’intervista la domanda-shock, irriverente e provocatoria. Lo scopo è stato di evidenziare come vite inizialmente parallele abbiano preso evoluzioni così diverse, verso la malattia da un lato e verso il successo dall’altro. L’esperienza prosegue con nuovi programmi e con una sempre maggiore tendenza ad uscire dalla redazione portando la lotta allo stigma al cuore del problema, nella società in mezzo alla gente comune».