Un film con Lucia Vasini – Regia Salvatore D’Alia e Giuliano Ricci
Coprodotto da Scuola di Cinema Televisione e Nuovi Media - Fondazione Scuole Civiche di Milano
e Teatro Gioco Vita Teatro Stabile di Innovazione
Il film che nasce dall’esperienza del laboratorio teatrale di Lucia Vasini
con i “Diurni e Notturni” vince il secondo premio al Bergamo Film Meeting
Secondo premio al Bergamo Film Meeting per La piccola A, pellicola prodotta dalla Scuola di Cinema Televisione e Nuovi Media della Fondazione Scuole Civiche di Milano, diretta da Daniele Maggioni, e da Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione, direttore artistico Diego Maj.
Con la regia di Salvatore D’Alia e Giuliano Ricci, soggetto e sceneggiatura di Maria Grazia Perria, il film “La piccola A” è interpretato da Lucia Vasini, con la “straordinaria e amichevole partecipazione” di Paolo Rossi. In scena, insieme ad un gruppo di attori, gli ospiti e gli operatori dei Centri Diurni e delle Comunità dell’Unità Operativa Riabilitazione del Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl di Piacenza che in questi anni hanno partecipato al laboratorio teatrale di Lucia Vasini proposto da Teatro Gioco Vita e che hanno dato vita alla compagnia “Diurni e notturni”.
Il Bergamo Film Meeting si è tenuto dal 6 al 14 marzo. Si è trattato della XXVIII edizione: 9 giorni di programmazione, 82 film, 3 video-installazioni, 30 paesi rappresentati, appuntamenti/incontri quotidiani e un afflusso di oltre 25.000 spettatori distribuiti su tutte le iniziative del festival.
“La piccola A” è stato inserito nella sezione “Mostra Concorso”, la sezione principale, da sempre luogo ideale per la scoperta e il lancio di nuovi autori. Quest’anno sono stati presentati 7 film di recente produzione, inediti per gli schermi italiani: oltre alla pellicola diretta da Salvatore D’Alia, in rappresentanza dell’Italia, erano in cartellone film prodotti in Croazia, Portogallo, Spagna, Ungheria, Georgia e Finlandia. Queste opere hanno partecipato al Premio Bergamo Film Meeting, assegnato ai tre migliori film del festival sulla base delle preferenze espresse da tutto il pubblico.
“La piccola A” era stato presentato in anteprima a Piacenza, al Teatro Comunale Filodrammatici, il 17 novembre 2008. Racconta, tra le altre cose, l’esperienza del laboratorio teatrale di Lucia Vasini con gli ospiti e gli operatori del Dipartimento di Salute Mentale: un’esperienza avviata grazie a Teatro Gioco Vita nel 2005 nell’ambito della Stagione di Prosa “Tre per Te” del Teatro Municipale di Piacenza organizzata da Teatro Gioco Vita e proseguita nell’ambito del progetto “InFormazione Teatrale” realizzato da Teatro Gioco Vita con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Un “gioco” teatrale che con “La piccola A” è entrato anche nel linguaggio filmico.
La protagonista, Antonia (Lucia Vasini) Antonia è sempre mossa dal desiderio di compiacere gli altri. Accetta la presenza ingombrante di una madre che, nonostante l’età, ha trovato un fidanzato più giovane; sopporta l’ex marito che le riversa addosso i suoi problemi; è perseguitata da Caterina, che frequenta uno dei suoi seminari per casalinghe depresse. I momenti di autoconvinzione li trova solo al lavoro, con i pazienti del Day Hospital psichiatrico. Tra i preparativi del matrimonio della madre, i tentativi di porre argine alle intrusioni dell’ex marito e di Caterina, Antonia riuscirà a dare spazio ai propri desideri?
«L’idea di realizzare questo film – spiega il regista Salvatore D’Alia- nasce da tre opportunità molto precise. La prima è l’attività di teatroterapia che Lucia Vasini, protagonista del film, svolge abitualmente con i malati del Day Hospital psichiatrico di Piacenza. La seconda parte dalla raccolta di alcune esperienze dirette della vita della stessa Lucia Vasini e dai suoi seminari con depresse. La terza è l’attività produttiva della Scuola di Cinema, Televisione e Nuovi Media con gli studenti, ex studenti e docenti, finalizzata a realizzare un lungometraggio di qualità (ricordiamo a tale proposito i precedenti “Il dono” di Michelangelo Frammartino e “Come l’ombra” di Marina Spada). A fare da cornice al progetto è stato preso in prestito dalla teorie psicanalitiche lacaniane il concetto di “piccolo oggetto A”, che è entrato prepotentemente nel titolo del nostro film».