Teatro gioco vita
 
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"La coscienza del cammino percorso fino ad oggi, tra animazioni, figure, ombre e sagome, è condizione ideale per definire nuovi spazi di progettualità e ridisegnare la prospettiva di un itinerario artistico.
Il nostro punto di vista sulle cose è appesantito da una storia di anni densi di trasformazioni personali e culturali che, in vari momenti, ci hanno portato ad interrogarci per non farci sorprendere dai cambiamenti.
Ma il nostro punto di vista oggi, ancora, ha quella leggerezza necessaria a rompere il ciclo della ripetizione e il mito della sicurezza per sperimentare cose nuove, contaminando lavoro e gioco, serietà e impertinenza, realtà e sogno. Nel desiderio di una bellezza della vita che non è mai esaurita e che l'arte ha il potere di rigenerare ogni volta…
Il nostro fare teatro vuole essere passione, rigore, fantasia, una regola di vita importante soprattutto nei momenti di stanchezza, quando intorno aleggia un'idea asfittica di civiltà e urge reinventare il destino del teatro, anche del nostro, come luogo artistico e di incontro.
Per questo vogliamo mettere almeno tre accenti: sulla libertà, sulla creatività, sulla fantasia."

Diego Maj

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Fondazione Teatri di Piacenza
Biglietti spettacoli

I primi 35 anni di Teatro Gioco Vita sono diventati un libro!
Disponibile nelle librerie e presso Teatro Gioco Vita
NORME SULLA TRASPARENZA
(art. 9, comma 2 e 3 del decreto legge 8 agosto 2013, n.91, convertito con legge 7 ottobre 2013 n. 112)

ATTO DI NOMINA


DIEGO MAJ

Direttore, Legale rappresentante e Presidente

JACOPO MAJ

Vice direttore

MADDALENA MAJ

Consigliere

ROBERTO DE LELLIS
laboratori internazionali
2004 - L'uccello di fuoco
Racconto per musica, ombre e danza
da "L'oiseau de feu" di Igor Strawinsky
e figure di Enrico Baj
regia e scene Fabrizio Montecchi
coreografie Mauro Bigonzetti
figure Enrico Baj
assistente alla coreografia Giuseppe Calanni
costumi Giulia Bonaldi, Anusc Castiglioni
consulenza musicale Michele Fedrigotti
realizzazione materiali scenici Nicoletta Garioni, Gaia Barboni, Paola Camerone, Federica Ferrari
assistente alla produzione Paola Camerone
luci e fonica Cesare Lavezzoli

danzatori Anna Basti, Alfonso De Giorgi, Margherita Pirotto
coproduzione
Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione
Fondazione Nazionale della Danza – Reggio Emilia


Teatro Gioco Vita; Fondazione Nazionale della Danza


consigliato alle seguenti fasce di età:
  • da 8 anni
  • per tutti (spettacolo serale)
  • A dieci anni dalla sua prima rappresentazione Teatro Gioco Vita ripropone L’uccello di fuoco, uno dei suoi spettacoli più importanti e di maggior successo.
    Questa edizione, grazie al prestigioso contributo artistico di Mauro Bigonzetti e della Fondazione Nazionale della Danza, non si presenta come una semplice ripresa ma come una nuova versione, matura e significativa evoluzione dello spettacolo originale.
    Così come Strawinsky ne L’uccello di fuoco h a creato una musica che si pone in diretto rapporto con la storia, ne segue gli episodi e, in funzione di essi, plasma la propria forma sonora, così anche il nostro spettacolo, grazie ad un sistema di segni scenici fortemente narrativi, si da come il racconto di una storia.
    Ma L’uccello di fuoco non è solo questo. E’ molto altro. Perché Strawinsky ha creato una musica che non si lascia mai imbrigliare dal narrativo dimostrando una totale libertà espressiva. La sua forza consiste proprio nel miracoloso equilibrio tra il funzionale e l’autonomo, tra il figurativo e l’astratto. Sulla scena danza e ombre ricercano, anch’esse, questo equilibrio. E lo fanno senza mai rinunciare alla propria natura espressiva e al costante dialogo con la musica.

    La fiaba raccontata ne L’uccello di fuoco è un sapiente melange di temi e motivi provenienti dalla tradizione favolistica russa. Il cuore del racconto è il conflitto tra l’universo malefico - tenebroso del mago Katscei, l’Immortale, e l’universo benefico - luminoso dell’uccello di fuoco. Al centro di questo conflitto è lo Zarevic Ivan, principe - eroe. La fiaba infatti racconta di come lo Zarevic Ivan, aggirandosi nel giardino incantato del mago Katscei, vede un albero dalle mele d’oro sul quale sta uno splendido uccello di fuoco. Ivan lo cattura, ma l’uccello per riottenere la libertà gli dona una delle sue penne d’oro e gli dice che, in caso di pericolo, verrà in suo aiuto. All’alba lo Zarevic si trova nei pressi di un castello dal quale provengono dei lamenti. Sono le fanciulle prigioniere del mago, tra le quali la principessa amata da Ivan, che lo scongiura di fuggire per non essere tramutato in pietra. Catturato dai demoni, lo Zarevic viene portato al cospetto di Katscei, ma si salva agitando la penna d’oro. Appare allora l’uccello di fuoco che trascina i demoni in una danza che li sfinisce; poi invita Ivan a rompere un uovo gigantesco dove è racchiusa l’anima del Mago. Katscei muore, i sortilegi svaniscono e tutti tornano liberi, l’uccello di fuoco unisce infine il principe e la principessa e vola via.

    Ne L’uccello di fuoco Teatro Gioco Vita fa esplodere il grande potenziale spettacolare del teatro d’ombre. Nel farlo sceglie come interlocutore la danza, un linguaggio che dona corpo all’incorporeità dell’ombra e, per natura, capace di porsi come medium scenico tra le ombre e la musica. Sulla scena infatti sono danzatori – animatori i tre performers che danno vita all’universo di figure tratte dall’opera di Enrico Baj e animano le ombre di grande impatto visivo di Teatro Gioco Vita attraverso il gesto coreografico di Mauro Bigonzetti. Per dare una nuova vita sulla scena alla grande musica di Igor Strawinsky.


     

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